Ustica

Ustica

di Salvatore Giordano

Nell'atmosfera decadente ed elegante della pensione Alla Bastiana si incontrano diversi clienti, lì capitati ciascuno per proprio conto.

Un caso capriccioso li ha messi insieme, come a costringerli sullo stesso palcoscenico: ad accomunare i personaggi, pur eterogenei, un passato e un presente ricchi di contraddittorie analogie e insostenibili differenze. Attraverso le loro vicende private, si dipanerà una storia colma di riferimenti costanti e ineludibili al clima sociale e politico degli ultimi decenni d'Italia. Alcuni personaggi si ergono a narratori: pur soccombente, una voce prevarrà sulle altre. Centrale nella narrazione è la comparsa della bella domestica Beija, giovane immigrata, che guarderà con "occhi vergini" a una realtà che, proprio perché ovvia, sfugge a personaggi più smaliziati abituati agli intrighi. Il vecchio Marcello stabilirà con lei un legame speciale e pure gli altri ospiti della pensione rimarranno ammaliati dal fascino della donna: ciascuno alla sua maniera, nel relazionarsi con lei, manifesterà la sua vera essenza. Un'Ustica invernale e ammantata di pioggia fa da proscenio all'Italia contemporanea che si interroga sulle stagioni dell'oggi e del futuro.