L' abito della felicità

L' abito della felicità

di Renzo Paris

"Il poeta 'rammenda' ricordi, giochi ciechi. Attorno ad abiti, scarpe e pelle di giorni vissuti in amore su spiagge e fieno con un amante che però resta muto, anche quando gli chiede perplessa: 'che dici?'. 'Danzo movimenti tra me' canta un verso e di seguito: 'amare quando non si può amare'. A ben vedere la poesia circuisce un'ombra che si fa vestito, scarpe e diventa man mano oggettiva. Sul più bello appaiono versi in francese, lingua amorosa quante altre mai. Compare, a dilatare il tempo, anche Brigliadoro e gli amanti, nel loro urto, si sfilano elmi, come nella leggenda di Tristano e Isotta. L'amore in questi versi si fa parola scritta, eco lontana, intermittenza del cuore, 'niente urge più dell'amore'.

Alessia Bronico scrive dunque versi colti, con l'aria distratta e ellittica, pur sempre riferiti all'amore fisico, a un afrore appena accennato, a un 'tremore mitigato'. Ecco che allora la felicità è trascorsa e la poesia può soltanto rievocarla, magari in 'Oleandri', che mi pare il testo suo più bello" (Renzo Paris).