Il quaderno degli orti veneziani. Itinerari verdi in una Venezia nascosta

Il quaderno degli orti veneziani. Itinerari verdi in una Venezia nascosta

di Elisabetta Tiveron

Venezia non è mai stata una città di sole pietre. Certo, adesso per terra ci sono blocchi di trachite, i maségni, ma il verde è ovunque: alle finestre e sui balconi, tra le pietre dei ponti, nei giardini pubblici, in quelli privati che si affacciano sul Canal Grande o si celano dietro gli alti cancelli. Un tempo, a questo verde appartenevano anche gli orti. Le piazze veneziane si chiamano campi. Non è un nome scelto casualmente: all'inizio Venezia non era pavimentata, si camminava sulla terra. E sull'erba. Anche le calli erano così, poi si è cominciato a lastricarle: le "salizade" altro non sono che le prime calli ad essere state, come dice la parola stessa, selciate. Nei campi si coltivava e si facevano pascolare gli animali. Questo quaderno è un piccolo aiuto per cercare ciò che rimane di quel patrimonio naturale.