Il «Supplementum» all'«Eneide» di Maffeo Vegio. Testo latino a frontte

Il «Supplementum» all'«Eneide» di Maffeo Vegio. Testo latino a frontte

di M. Michela Fidanza

Il "Supplementum" all'"Eneide" di Maffeo Vegio, composto nel 1428, riscosse straordinaria fortuna nel Rinascimento e costituisce una delle prove dell'ardente ammirazione per Virgilio. L'influenza della poesia del Mantovano ha in effetti operato in varie epoche e il sommo poeta è stato non a caso assunto come modello di saggezza e di eleganza letteraria. Di questa fortuna fanno fede vere e proprie imitazioni di lingua e di stile, e tra queste ha un ruolo singolare il "Liber XIII Aeneidos" (detto anche Supplementum all'Eneide) di Maffeo Vegio. Si tratta di una continuazione del poema epico di Virgilio, che serve per concludere il trionfo di Enea sui Rutuli, celebrare le desiderate nozze con Lavinia, figlia del re Latino, fare ascendere l'eroe troiano al cielo e farlo diventare "nume indigete". Attraverso una lingua aderente ai moduli virgiliani e immagini non prive di fresche movenze originali, Maffeo Vegio riesce a far rivivere in nuovi versi il poeta mantovano in un'ideale autoidentificazione dello scrittore moderno con il poeta latino.